L’ACQUA? E’ GRATIS… MA NON PER NOI.

Cascata marmore“- Scusi, posso avere dell’acqua per favore? – Prego – Grazie. Quant’è? – No guardi noi l’acqua non la facciamo pagare.. – Ah bene, allora me ne diamilleduecentoventitrè milioni di litri…”.

Questa non è una barzelletta, o una stupida battuta ipotetica tra un cliente ed un barista, ma è quanto succede per le concessioni delle acque minerali della Regione Umbria, cioè per la NOSTRA ACQUA.

Dai dati ufficiali del Consiglio Regionale si apprende che in Umbria sono attive 18 concessioni per l’imbottigliamento e operano 11 operatori del settore. Diciassette delle 250 acque minerali commercializzate in Italia provengono dall’Umbria.

Le concessionarie attingono 1.223 milioni di litri circa all’anno e la Regione Umbria incassa 1 milione e 499 mila euro dai canoni per lo sfruttamento delle acque minerali: 1 euro per ogni mille litri di acqua minerale comunque utilizzata per l’imbottigliamento e 50 euro per ettaro per i canoni di superficie.

Dividendo queste cifre si ha un prezzo per litro di € 0,001. Cioè un millesimo di euro.

Secondo i dati dell’osservatorio prezzi del Ministero delle Finanze il prezzo medio di un litro di acqua minerale è di € 0,46 (€ 2,78 per una cassa di 6 bottiglie da 1,5 lt.).

Si ha un ricarico del 46.000 % (quarantaseimila per cento – si compra a 1 e si vende a 460), che nel commercio non è un prezzo o un ricarico pensabile, ma una follia, autorizzata del resto anche dalle altre Regioni d’Italia.

A ciò si aggiunge un altro costolo smaltimento delle bottiglie di plastica (o vetro), che anche esso ricade solo sui cittadini, mediante la tassa sui rifiuti. E basta guardare la pattumiera casalinga per capire che le bottiglie di plastica sono una delle parti maggiori. Si stima che in Italia siano prodotte circa 10 miliardi di bottiglie di cui l’80% circa è in plastica e 19% in vetro (19%) e boccioni (2%). Per produrre questa enorme quantità di plastica servono circa 240 mila tonnellate di plastica e un processo di lavorazione che genera circa 1 milione di tonnellate di CO2 tra produzione, imbottigliamento e trasporto.

Quello dell’acqua è un ottimo affare commerciale (ma non per noi), che si basa soltanto su concessioni regionali pressoché gratuite per lo sfruttamento di risorse fondamentali per tutte le comunità, così come lo sono i combustibili fossili, il cui uso – e quindi costo – è nascosto indirettamente nella produzione e trasporto, e da ultimo l’aria che riceve i risultati di tali produzioni.

L’acqua e’ un bene comune dei cittadini e non va regalata. Ai cittadini nessuno la regala.

0 0 votes
Article Rating
Segui la discussione
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments