Non vagavo per i campi del Tennesee come Battiato, ma tra le vie del mio quartiere…

Non vagavo per i campi del Tennesee come Battiato, ma tra le vie del mio quartiere, a spasso col mio cane, così, giusto per sfogare un po’ la tensione accumulata durante una discussione avuta con i miei familiari poco prima.
Sono un “Grillino” – come qualcuno ama definire i sostenitori delle 5 stelle per ridurre cinicamente il MoVimento 5 Stelle solo alla persona di Grillo – e mi ero arrabbiato – per non dire incazzato – con i miei genitori per il fatto che, dopo una settimana che avevano portato i secchi dell’immondizia differenziata a casa, i bidoni della carta e della plastica erano vuoti, mentre quello dell’indifferenziata tracimava di “monnezza”.
Ora, io non pretendevo che in una settimana casa mia diventasse il centro di riciclo Vedelago e mia madre una tipo Carla Poli e mio padre il tipico “svizzero” da luogo comune che raccoglie la cicca di quello davanti che l’ha buttata a terra, no, però ora che i secchi della differenziata stavano sotto casa, e visto che a casa mia si produce più immondizia che a Napoli, lo sforzo per fare la differenziata era (è) minimo e il non farlo non era (è) giustificabile – che poi che non ha senso differenziare i rifiuti perché tanto non vengono riciclati, beh questo è un altro discorso. No, quella dei miei è solo pigrizia mentale, mista a una non-cognizione dei danni che causa produrre tutti quei rifiuti (come se una volta che li hai buttati nel secchio non fossero più un tuo problema), e a un continuo incentivo “esterno” a produrre immondizia (e a mischiarla tutta insieme) e nessun disincentivo a non farlo, anzi.

Vagavo per il mio quartiere, dicevo, ed era qualche settimana fa, circa una settimana dopo che erano stati consegnati i secchi per la differenziata in questa zona, e qualche giorno prima del primo ritiro porta a porta. Passeggiavo e ogni tanto incontravo il famoso tris di bidoni – giallo, blu e nero – sul ciglio della strada – messi lì dai proprietari probabilmente per questioni di spazio. Così, facendo finta ogni volta di buttare una cartaccia, mi sono voluto fare un’idea di come andassero le cose, capire se solo a casa mia non si differenzia, buttando un occhio dentro i secchi che mi erano accessibili.
Beh, sarà stato un caso, ma tutti, e dico tutti, i secchi della carta e della plastica in cui mi sono imbattuto io erano vuoti, immacolati, puliti, che uno non tanto schizzinoso poteva buttarci dentro un po’ di ragù, farci la scarpetta e non beccarsi niente. Quelli dell’indifferenziata invece erano quasi tutti pieni.
Assurdo. Posso capire (ma nemmeno tanto poi) che prima si doveva arrivare al secchio grande della carta o della plastica che ti stava lontano e quindi spesso lasciavi perdere a differenziare, ma adesso che ce l’hai sotto casa!

E’ importante notare un’altra cosa: le cose non bisogna farle “a cazzo di cane” come usa dire a Spoleto, perché allora è meglio non farle. E a mio avviso, portare nelle case oltre ai secchi dei rifiuti differenziabili per eccellenza – plastica e carta -, anche il secchio per l’indifferenziata è fare una cosa “a cazzo di cane”. Sì, perché così disincentivi a differenziare, mentre invece si dovrebbe fare il contrario: facilitare la raccolta differenziata tramite i secchi appositi nelle case e disincentivare la raccolta dell’immondizia indifferenziata lasciando i secchioni appositi al loro posto – per strada, perché così, se non differenzi, devi uscire di casa col sacco e arrivare fino al secchione che magari ti sta lontano diverse decine di metri, quando invece, se i rifiuti li dividi, puoi gettarli tutti nei secchi che hai a casa e che ti vengono comodamente a ritirare porta a porta.
Mi chiedo:
Perché al posto del secchio dell’indifferenziata non hanno messo quello del vetro?

Perché non vengono fatti degli incontri informativi, spiegando alla gente che S. Orsola è piena, strapiena, e che se non si inizia a differenziare le scene che vediamo a Napoli presto le potremmo vedere a Pontebari o San Nicolò?
Perché i cittadini non vengono formati e sensibilizzati alla raccolta differenziata dalle autorità competenti invece che essere lasciati a sé stessi?

Oh, questi Grillini che rottura di palle, non gli sta mai bene niente, si dirà. No, non è rottura di palle, è un discorso puramente materialistico, che guarda all’essenziale. Non c’è bisogno di contentini (perché questo è quello che sembra una raccolta differenziata fatta così), né c’è bisogno di alibi che permettano poi di dire “noi i secchi li abbiamo messi, se la differenziata non va non è colpa nostra” (perché questo è quello che sembra il fare una raccolta differenziata così, giusto per dire di farla). E poi da che mondo e mondo chi ha un’autorità, può creare nuove regole e impegnarsi a farle rispettare. E siccome la gente spesso deve essere spronata a comportarsi nella maniera corretta solo se sa che se non lo farà ci sarà una pena da pagare, non sarebbe male l’idea di multare i cattivi differenziatori.

Per concludere:

  • credo che i secchi dell’indifferenziata nelle case vadano tolti e al loro posto messi quelli per altri rifiuti differenziabili (alluminio, vetro, etc.);
  • la raccolta differenziata dovrebbe essere omogenea in tutto il territorio, con le stesse regole dappertutto (ad esempio, a Baiano nelle case hanno i raccoglitori della carta, del vetro e della plastica e, giustamente, non quelli dell’indifferenziata – che rimane nei cassoni per strada);
  • nelle (poche) frazioni dove si differenzia, i secchi dovrebbero esser svuotati con una cadenza non dico quotidiana, ma almeno settimanale;
  • dovrebbero esser fatte multe a chi non differenzia (visto che per alcuni, quelli sprovvisti di senso civico, o insensibili al problema, è l’unico modo per attivarsi a differenziare);

Sono 5/6 anni che si parla di differenziazione dei rifiuti (tralasciando l’ovvia conseguenza del riciclo), ma non si riesce a cavare un ragno dal buco semplicemente perché non viene fatta con la giusta spinta.
Penso che solo se ci sarà più serietà e volontà nel fare la raccolta differenziata da parte di tutti – cittadini e istituzioni -, potremo vagare per i nostri quartieri e sentirsi come tra i campi del Tennesee…e non tra le vie di Napoli.

L.M.

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